Loading...
Sostienici2018-09-24T17:32:57+00:00

Sostienici con una Donazione

Come Donare

È possibile effettuare una donazione in favore di A.V.D. Onlus per mezzo di LIBERI CONTRIBUTI (deducibili fiscalmente tranne quelli in contanti)

La donazione può pervenire all’Associazione tramite:

  • BONIFICO BANCARIO (indicando nella causale i dati anagrafici completi) destinato a
    AVD Onlus presso banca popolare dell’Emilia Romagna filiale di Castelnovo di Sotto IBAN: IT86P0538766270000000 649649
  • Emilbanca – credito cooperativo filiale di Pieve Modolena Reggio Emilia IBAN: IT 58 R 07072 12802 066200 153164
  • ASSEGNO NON TRASFERIBILE intestato ad AVD Onlus

 A.V.D. – Associazione Volontari assistenza Domiciliare è Organizzazione di Volontariato iscritta nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato come da decreto del Presidente della Giunta della Regione Emilia Romagna n. 666 del 20/07/94 e trattasi di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) ai sensi dell’art. 10, comma 8 del D.lgs 460/97.

Agevolazioni fiscali per le persone fisiche:

  • donazioni in denaro e in natura detraibili al 30% fino ad un massimo si € 30.000 per ciascun periodo d’imposta.
  • in caso di donazioni in favore delle ODV (Organizzazioni di Volontariato) l’aliquota sale al 35%.
  • in alternativa, le donazioni in denaro o in natura sono deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato.

Per fruire dei benefici fiscali previsti dalla legge, bisogna conservare:

  • l’estratto conto della banca in caso di bonifico o assegno;
  • La ricevuta che AVD emette

Le quote associative invece non sono deducibili ne’ detraibili.

Derrate alimentari, prodotti farmaceutici e altri prodotti non si considerano ricavi se ceduti e ETS (Enti del Terzo settore): la norma di riferimento rimane la legge 166/16 relativa alla donazione e alla distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.

Il donatore è favorito perché:

  • ha diverse modalità di risparmio fiscale.
  • la somma donata a soggetti ritenuti meritevoli non vengono più considerate nella sua disponibilità e quindi si riduce l’impatto delle imposte sulle donazioni
  • la deduzione riduce l’imponibile del contribuente.
  • la detrazione permette di ridurre direttamente l’imposta.

Come Donare

Le Aziende possono trarre beneficio d’immagine e di fedeltà al marchio, da iniziative di marketing sociale in grado di testimoniare reale sensibilità e responsabilità sociale.

È possibile effettuare una donazione in favore di AVD Onlus tramite:

  • BONIFICO BANCARIO (indicando nella causale i dati anagrafici completi) destinato a
    AVD Onlus presso banca popolare dell’Emilia Romagna filiale di Castelnovo di Sotto IBAN: IT86P0538766270000000 649649
  • Emilbanca – credito cooperativo filiale di Pieve Modolena Reggio Emilia IBAN: IT 58 R 07072 12802 066200 153164

Partnership e Iniziative Speciali
Un’Azienda può scegliere di sostenere AVD onlus concordando le più svariate attività o cercando di avvicinare in qualche modo i propri clienti alla mission di AVD Onlus:

  • organizzare eventi quali: spettacoli, serate di gala, aste, gare sportive, incontri culturali…
  • affiancare AVD nella realizzazione di manifestazioni: concerti, convegni…
  • diffondere materiale divulgativo della nostra attività attraverso: la redazione di articoli per newsletter, riviste aziendali mandate ai clienti, l’invio di mail promozionali o ancora offrendo visibilità a AVD Onlus sul proprio sito;
  • devolvere ad AVD una piccola percentuale delle vendite di un certo periodo.
  • pubblicizzare con un cartellino sui singoli prodotti il contributo in denaro devoluto a AVD ;
  • inserire AVD nel programma fedeltà;
  • destinare ad AVD i premi non ritirati dai concorsi.

Agevolazioni fiscali per le aziende e enti:

  • donazioni in denaro e natura deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato e rimozione del limite imposto dalla normativa precedente (70.000 euro/annui).
  • se la deduzione supera il reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere dedotta fino al quarto periodo d’imposta successivo.

Derrate alimentari, prodotti farmaceutici e altri prodotti non si considerano ricavi se ceduti e ETS (Enti del Terzo settore): la norma di riferimento rimane la legge 166/16 relativa alla donazione e alla distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.

Il donatore è favorito perché:

  • ha diverse modalità di risparmio fiscale.
  • la somma donata a soggetti ritenuti meritevoli non vengono più considerate nella sua disponibilità e quindi si riduce l’impatto delle imposte sulle donazioni
  • la deduzione riduce l’imponibile del contribuente.
  • la detrazione permette di ridurre direttamente l’imposta.

Destina il tuo 5X1000 ad AVD

Nella propria dichiarazione dei redditi è possibile destinare una quota dell’imposta, pari al 5 per mille, a favore delle organizzazioni non profit (legge 266 del 23.12.2005, art. 1 comma 337-340), senza alcun aggravio di ciò che si deve versare e senza sostituire l’8 per mille a favore della Chiesa che rimane in vigore.

I modelli CUD, 730 e UNICO contengono un riquadro “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, dove firmare per sostenere AVD, riportando semplicemente il suo codice fiscale: 91047120356

Diventa Volontario

Il  volontario impegnato nell’Assistenza al Malato in fase avanzata e terminale di malattia è di solito una persona un po’ “speciale”, che si nutre di valori interiori e riconosce l’importanza dei bisogni immateriali che non trovano risposta “nel fare” ma nell’”essere” profondo.

Partendo dalla “chiamata/motivazione” che fa scattare in lui il desiderio di mettersi in gioco per stare accanto a chi si appresta ad affrontare l’ultimo stralcio della propria esistenza, deve lavorare (formarsi) per diventare uno “SPECIALISTA IN UMANITA’ GRATUITA”. Ruolo profondamente attivo che implica la disponibilità a impegnarsi in una relazione profonda che impone inevitabilmente un contatto diretto anche con la propria finitezza.
Il “Volontario moderno” deve integrare la propria “buona volontà” con la competenza, assumendo connotati professionali.

Non si può generalizzare o classificare l’impegno del volontario in quanto ogni persona è unica ed irripetibile ed esprime bisogni assolutamente unici. C’è chi è polarizzato sui bisogni materiali e fisici, chi soffre per problemi esistenziali e spirituali, chi per quelli affettivi e sociali. In ogni caso vi è un bisogno comune ad ogni persona: il bisogno di non essere lasciati soli.

Il Volontario deve essere in grado di accompagnare nel rispetto più assoluto dell’unicità della persona, riconoscendo e valorizzando la sacralità di quell’essere umano che ha di fronte, rafforzando il senso unico e personale che egli ha attribuito alla sua vita.

Tutto questo amorevole accompagnamento impegna il Volontario 2 volte la settimana per 2/3 ore ogni volta.
Qualora un’assistenza necessiti di più aiuto si introdurrà un secondo volontario (si potrà arrivare ad un massimo di 3 per ogni paziente).

FORMAZIONE del VOLONTARIO

Proprio perché il volontario al giorno d’oggi deve assumere connotati professionali, è fondamentale che segua un corso di formazione di base in cui verranno affrontate le problematiche relative alla fase avanzata e terminale delle patologie, le fasi psicologiche che attraversa il malato e la famiglia durante tutto il percorso della malattia, i modi e gli strumenti comunicativi, i bisogni spirituali, il ruolo dei vari componenti l’équipe di cura, la mission ed i servizi forniti dall’Associazione di appartenenza, i compiti ed il ruolo del volontario, la morte e l’elaborazione del lutto.
Una volta terminato il Corso di Base il potenziale volontario dovrà sostenere un colloquio con lo psicologo che ne verifica la motivazione e l’idoneità al servizio.

Il volontario deve:
a)    “sapere
b)    “saper fare
c)    “saper essere

L’A.V.D. ogni anno organizza un CORSO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO per vecchi e nuovi volontari.

Le aree di apprendimento sono:

  • nozioni sulle più comuni patologie che conducono un paziente alla terminalità;

  • nozioni sulla filosofia della Medicina Palliativa;

  • nozioni sulla comunicazione verbale e non verbale col paziente e la sua famiglia;

  • fasi psicologiche del malato e della famiglia;

  • etica e deontologia del volontariato;

  • nozioni sul lavoro di équipe;

  • perdita ed elaborazione del lutto.

L’A.V.D. promuove corsi formativi anche per le altre figure professionali componenti l’équipe.
L’A.V.D. si prefigge altresì di far conoscere alla popolazione la filosofia della Medicina Palliativa e dell’Assistenza domiciliare attraverso “Conferenze Pubbliche”.
A.V.D. fa parte della Federazione di Cure Palliative, una ONLUS di secondo livello con sede a Milano, che coordina 60 Organizzazioni Non Profit impegnate nell’assistenza ai malati inguaribili e alle loro famiglie.
Sito: www.fedcp.org  E-mail: fedcp@tin.it

Sul sito della Federazione di Cure Palliative www.fedcp.org potete trovare la Collana Punto e Virgola. Il n° 7 di tale collana titola proprio: PERCORSI FORMATIVI E CORE CURRICULUM DEL VOLONTARIO IN CURE PALLIATIVE.
E’ un documento che abbiamo condiviso a livello nazionale che contiene tutte le indicazioni del caso a cui noi ovviamente ci atteniamo nei fondamenti essenziali.

COMPITI DEL VOLONTARIATO DOMICILIARE A.V.D.:

  • Entrare in comunicazione con il malato e i suoi familiari;

  • Farsi accettare ed ispirare fiducia;

  • Rispettare rapporti e ruoli familiari preesistenti;

  • Cercare di inserirsi con discrezione quale elemento moderatore delle molte tensioni che generalmente compromettono l’equilibrio familiare;

  • Cercare di capire l’interesse del paziente e distoglierlo dal pensiero fisso della sua malattia ricorrendo all’uso di attività diversionali adatte a mantenere i contatti tra malato e mondo esterno;

  • Aiutare a provvedere alla sua sistemazione (rifacimento del letto);

  • Aiutarlo negli spostamenti ;

  • Aiutare il malato a nutrirsi;

  • Rendersi utile nelle incombenze familiari;

  • Mantenere una costante comunicazione col proprio coordinatore;

  • Assistere il malato durante i periodi di assenza dei familiari;

  • Aiutare il malato a recarsi in ospedale o a visite ambulatoriali;

  • Assistere i familiari durante la fase terminale della malattia;

  • Aiutare la famiglia nel momento del decesso (pratiche burocratiche);

  • Mantenere i contatti con la famiglia nel periodo del lutto.